Differenze tra l’universo maschile e l’universo femminile.Come prevenire o risolvere i conflitti di coppia

Differenze tra l’universo maschile e l’universo femminile.Come prevenire o risolvere i conflitti di coppia

Generalmente,la mancanza di conflitti in una coppia è considerata un indicatore di armonia, di unione e di stabilità. Insomma un modello a cui aspirare.
“Quei due vanno proprio d’accordo! Non come noi che litighiamo sempre! Forse non siamo fatti l’uno per l’altra.”
Siamo proprio sicuri che sia così?
In realtà, in una relazione non litigare è impossibile. L’interazione continua tra due persone comporta inevitabilmente che si creino situazioni di scontro, in quanto sono coinvolte due personalità diverse,frutto di due percorsi di vita diversi, e quindi portatrici di opinioni e di bisogni differenti,e soprattutto di differenti meccanismi mentali.
Consideriamo inoltre che, con la condivisione della quotidianità, emergono le abitudini,i difetti e le aspettative che ognuno ha nei confronti dell’altro e della vita di coppia.
Non manifestare le proprie insoddisfazioni,le frustrazioni,le divergenze di opinioni,equivale ad innescare una bomba ad orologeria che ,prima o poi,farà scoppiare la coppia,oppure porterà ad una pace duratura ma apparente,pagata con la rinuncia ad essere se stessi e a stabilire con l’altro un vero rapporto.

Quali sono i motivi che impediscono ad una coppia di confrontarsi?
Spesso alla base c’è una bassa tolleranza emotiva ai conflitti,ossia una scarsa capacità di tollerare le emozioni negative,ansia,paura,rabbia,che possono nascere in un confronto. Il conflitto crea un forte disagio che non si ha la capacità di gestire.
Ci sono poi persone che tacciono perché hanno paura di deludere il partner o temono di non essere accettate per quello che sono veramente o temono di peggiorare la situazione.

 

 

Stabilito che il litigio in una relazione è inevitabile e per di più funzionale alla vita di coppia,occorre subito aggiungere che è indispensabile saper litigare bene affinché il litigio non sia distruttivo.
Per affrontare i conflitti in modo costruttivo,è importante coltivare alcune competenze che appartengono all’intelligenza emotiva:
la padronanza di sé,ossia la capacità di controllare i propri stati interiori come l’impulsività e la rabbia. E’ importante sapersi calmare ( e saper calmare il proprio partner );
l’ascolto,che può avvenire solo se prestiamo la nostra piena attenzione all’altro senza che la nostra mente interpreti,colori,modifichi,filtri i le parole dell’altro in base ai suoi schemi;
l’empatia,cioè la capacità di sintonizzarsi con lo stato emotivo del partner ,anche se non si è d’accordo con lui.
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Ma qual è il problema dei problemi nel rapporto di coppia? “Tanto tempo fa,i marziani e le venusiane si incontrarono,si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze.
Poi arrivarono sulla Terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi.” (J. Gray)

Eh sì. Gli uomini e le donne non sono uguali. Hanno un modo diverso di percepire,di pensare,di comunicare, di vivere le emozioni e hanno priorità e bisogni differenti Questo perché le modalità,i percorsi,le strutture mentali dell’uomo e della donna sono differenti.
Insomma l’uomo e la donna funzionano in modi diversi,purtroppo non lo sanno e ognuno si aspetta che l’altro reagisca come reagirebbe lui nelle stesse circostanze. Da qui delusioni,incomprensioni, conflitti.
Conoscere le differenze tra i rispettivi mondi cognitivi, comunicativi ed emotivi, permette ad entrambi di sintonizzarsi sulle giuste frequenze. Si tratta di capire l’uno il linguaggio dell’altro.
Ma è proprio vero che gli uomini e le donne sono strutturalmente così diversi?
Diciamo subito che i loro codici genetici sono uguali per il 99%,ma quel piccolo 1% ha un peso determinante, anche a livello cerebrale.

Qui toccheremo solo alcuni punti,utili al nostro discorso.

Il nostro cervello è formato da due emisferi che hanno modalità di funzionamento alternative e complementari: quello sinistro è l’emisfero della logica, della razionalità, procede quindi secondo una linea sequenziale, analitica,deduttiva; quello destro segue invece una linea intuitiva-olistica,cioè sintetica,globalizzante,induttiva. I due emisferi sono collegati tra loro da un ponte di fibre denominato corpo calloso. Questo ponte è più spesso nel cervello femminile rispetto a quello maschile. Ciò comporta che nella donna le due metà del cervello comunichino più facilmente.
Studi condotto tramite risonanza magnetica, hanno “visto” come gli impulsi cerebrali nell’uomo corrano soprattutto dalla parte anteriore alla parte posteriore dello stesso emisfero,mentre nella donna sono privilegiate le connessioni trasversali,cioè da un emisfero all’altro. Gli uomini tendono ad usare un emisfero alla volta,arrivando perfino ad escludere quasi completamente l’altro, le donne tendono ad usarli entrambi.
Possiamo dire sinteticamente che,mentre la donna di fronte ai problemi ha una modalità di funzionamento globale, intuitiva,plastica,capace di porsi da vari punti di vista , l’uomo elabora le informazioni con maggiore rapidità e ha una maggiore capacità di coordinamento tra percezione e azione quindi è portato ad arrivare velocemente alla risoluzione del problema  seguendo rigidi schemi razionali.

Un’altra differenza molto rilevante riguarda i  neuroni.
Il cervello femminile ha un minor numero di neuroni, ma possiede aree con almeno il 10% di neuroni e connessioni in più rispetto al cervello maschile. Le aree più sviluppate sono quelle legate al linguaggio, all’ascolto,alle emozioni,all’osservazione delle emozioni altrui, e alla formazione dei ricordi.
Dunque le donne sono predisposte più degli uomini alla comunicazione verbale delle emozioni,all’espressione dei sentimenti,all’empatia. E che dire della loro capacità di ricordare i minimi dettagli delle loro esperienze emotive? Le donne ricordano tutto del primo appuntamento,di ogni lite,e possono fare la lista completa degli errori commessi dall’uomo fin da quando si sono conosciuti.
Quest’ultima capacità,che spesso è causa di forti diverbi, è dovuta anche al diverso funzionamento dell’amigdala,che è l’archivio della nostra memoria emozionale. Nella donna viene attivata da ogni sfumatura emotiva,mentre nell’uomo,come avveniva agli inizi del nostro percorso evolutivo,l’amigdala è deputata a registrare le paure e a scatenare l’aggressività.

 

Facciamo qualche esempio di come le differenze a livello cerebrale si traducano in differenze comportamentali nell’ambito del rapporto di coppia,in maniera specifica nei conflitti di coppia.

▼ Quando la donna ha un problema,si attiva immediatamente la sua parte emotiva e tende ad esprimersi con vivacità, manifestando in questo modo l’intensità dei suoi sentimenti sull’argomento,il suo pieno coinvolgimento,il bisogno di trovare una soluzione.
Questo atteggiamento non rappresenta di per sé un attacco,a meno che non sia accompagnato da critiche personali e disprezzo. Aspetti distruttivi del conflitto di coppia
Se l’uomo riesce a comprendere e ad interpretare il tono “aggressivo”della donna per quello che veramente è,ossia l’espressione della grande importanza che quel problema ha per lei e una richiesta di attenzione sull’argomento, è più facile che il confronto possa andare avanti senza che lui fugga o passi subito al contrattacco.
La donna,dal canto suo, deve sapere che l’esagerata intensità emotiva delle sue parole, scatena nell’uomo una “piena emozionale” (Goleman), dalla quale spesso lui si protegge mettendosi sulla difensiva fino a rifugiarsi nell’ostruzionismo che,in un circolo vizioso,innesca la“piena emozionale” della donna.

 

Teniamo presente che, essendo l’uomo meno attrezzato a livello cerebrale per il confronto emozionale, entra sempre malvolentieri in un conflitto di coppia.

Se c’è qualcosa che lo mette subito emotivamente in allarme, è la classica frase “Tesoro,dobbiamo parlare”.

Inoltre all’uomo basta una negatività molto meno intensa, rispetto alla donna, per cominciare a secernere adrenalina e altri ormoni che procurano uno stato di forte disagio fisico e mentale, e ci mette molto più tempo a riprendersi.

 

 

▼ In una discussione l’ importante per la donna è sentire che lui ascolta le sue proteste e comprende i suoi sentimenti, anche se non è d’accordo con lei. Se la donna sente che i suoi sentimenti sono riconosciuti e rispettati,si sentirà già in gran parte soddisfatta, sarà tranquillizzata dalla vicinanza che sperimenta e questo creerà le basi per poter gestire il conflitto in maniera soddisfacente per entrambi.
Quando la donna ha un problema, vuole parlarne,ha bisogno di parlarne, e mentre parla,con dovizia di particolari e con partecipazione emotiva, fa ordine e chiarezza nei suoi pensieri.
Comunque, il suo bisogno più forte in quel momento è quello di essere ascoltata,di essere capita,di sentire vicinanza,sentire che può condividere le sue paure, che non è sola;vuole essere accolta, soprattutto non chiede soluzioni,non le vuole,almeno non subito.
L’uomo, la cui logica empatica è più cognitiva che emotiva,si affretterà invece proprio a proporle una soluzione, al fine di rendersi utile e alleviare la pena della sua compagna,e mentre cerca la soluzione,tende a disattivare la zona dell’empatia emotiva. Conclusione: lei non gradirà affatto i suoi sforzi,reagirà negativamente ed entrambi sperimenteranno una forte frustrazione da cui di solito nascono spiacevoli incomprensioni e conflitti.

 

Ma la donna non creda che quando è lui ad avere un problema abbia le stesse esigenze che ha lei!
L’uomo ha tre bisogni essenziali:
-vuole sentirsi in grado di farcela da solo e poter dimostrare le proprie capacità;
-vuole sentire che lei lo ritiene all’altezza e che ha fiducia nelle sue possibilità;
-vuole ricevere approvazione e stima.
La donna invece,seguendo la propria logica empatica,gli fa domande,vuole aiutarlo,insiste perché parli con lei di ciò che lo angustia,si offre di dargli consigli,con il risultato di irritarlo e farlo chiudere ancora di più.
L’uomo ha bisogno di elaborare da solo le sue soluzioni,solo dopo uscirà dalla sua tana e sarà disponibile a parlarne e a chiedere anche dei suggerimenti.

 

▼ Spesso succede che una piccola discussione o anche una banale conversazione si trasformino in un litigio. Quante volte lei,mentre espone un problema o semplicemente racconta un episodio della sua giornata,si sente dire da lui “Vai al dunque!”e rimane delusa, offesa perché percepisce che l’altro non sia interessato alle sue parole, alla sua vita. Ma si sbaglia!
Anche questo nasce dalla diversa modalità di funzionamento dei loro cervelli. Quello femminile,con le sue interconnessione tra i due emisferi, funziona in maniera più globale,più adatta alla comprensione intuitiva dei problemi,tende a spaziare in ogni diverso aspetto dell’argomento,valuta ogni sfumatura,si addentra in tutti i dettagli,considera più punti di vista
Il cervello maschile segue una procedura razionale e sequenziale;il suo è un pensiero settoriale, analitico, che affronta i problemi per gradi,i passaggi uno alla volta,non affronta il problema come un tutto unico, ha una visione sintetica del problema,va al nocciolo della questione, non si ferma sui particolari, i dettagli sono per lui fattori di dispersione e complicazione.
Quando l’uomo è investito dal fiume di parole e di coloriture emotive tipiche del modo di comunicare femminile, finisce per non più vedere chiaramente il punto di partenza,non capisce la logica del discorso, oltre ad avvertire un forte disagio,un vero fastidio.

E’ necessario precisare che,fortunatamente, quasi mai il cervello umano rientra rigidamente in una delle due classi distinte, quella tipicamente maschile e quella tipicamente femminile. Sarebbe più giusto parlare di caratteristiche più comuni nelle femmine, altre più comuni nei maschi.
Ma non possiamo tralasciare l’incidenza della differente educazione emotiva che ricevono i maschi e le femmine!
Vi dice qualcosa la frase “Ma dai,smetti di piangere,non fare la femminuccia!”
I genitori,senza esserne consapevoli,hanno atteggiamenti diversi con i loro figli in base al loro sesso, veicolano messaggi diversi e acuiscono,anziché contemperare le loro differenze biologiche.
Sarebbe auspicabile una maggiore consapevolezza degli stereotipi legati all’essere maschio e all’essere femmina,così come della necessità di un’educazione alla gestione delle emozioni per entrambi i sessi.

A conclusione di questa breve dissertazione, mi preme sottolineare quanto la conoscenza delle differenze di funzionamento del cervello maschile e di quello femminile, possa evitare malintesi e conflitti nella coppia.
Sapere che certi comportamenti dell’altro non sono causati da indifferenza o da mancanza di rispetto, protegge dai malintesi e dai risentimenti.
Inoltre è importante ricordare che la diversità non implica la superiorità o l’ inferiorità dell’ uno rispetto all’altro, è invece il presupposto della complementarietà.
Quando il maschile e il femminile lavorano insieme mettendo in comune i loro diversi strumenti cognitivo-emotivi, possono avere una lettura della realtà a 360° e un’ insuperabile capacità di gestione dei fatti della vita.

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