Come gestire i conflitti di coppia – Imparare a litigare bene

Come gestire i conflitti di coppia – Imparare a litigare bene

Quando in una coppia cominciano i litigi,spesso si crede che questi siano la spia della crisi, l’inizio della fine.

In realtà litigare è fisiologico, è un aspetto naturale della vita, fa parte della comunicazione, non ne è un aspetto patologico.

Può sembrare strano, ma litigare fa bene alla coppia, in quanto impedisce che le incomprensioni diventino muri, che le delusioni e i dispiaceri si trasformino in rancore e in rabbia repressa.

Attraverso un litigio la coppia cresce e si consolida. Purché i due partners siano capaci di farlo bene!

Non ci si separa perché si litiga troppo, ma perché si litiga male.

Come acquisire una buona competenza conflittuale? Quali sono le “regole” di questa forma di comunicazione?

La prima regola perché un conflitto non degeneri e si svolga invece come un chiarimento costruttivo, è quella di utilizzare un avvio “garbato”: il modo in cui viene espressa una protesta è decisivo per lo svolgimento della discussione.

È importante il tono della voce, così come l’atteggiamento corporeo che esprime molto più di quello che diciamo. Il linguaggio non verbale infatti è molto efficace ed esprime chiaramente,al di là delle parole,ciò che pensiamo e sentiamo realmente. Può manifestare,senza che ce ne accorgiamo, aggressività, chiusura,disprezzo, intransigenza,spalancando la porta a reazioni negative.

Ma in quali termini formulare il problema che si vuole affrontare?

Quando ci si sente attaccati, il nostro istinto di conservazione ci porta a indietreggiare o a contrattaccare per proteggerci. Non siamo stati programmati per rispondere gentilmente agli attacchi!

È fondamentale, dunque, sapere come non dar fuoco alla miccia, come non innescare una pericolosa reazione a catena.

Gli studi e le ricerche effettuate sul campo hanno individuato gli elementi che aprono ad un confronto produttivo,evitando spiacevoli derive:

– la persona che ha qualcosa da recriminare inizia con un’affermazione che riguarda i suoi sentimenti, dice quali sono le emozioni spiacevoli che sta provando;

– espone chiaramente cosa ha provocato il suo stato d’animo,mettendo in discussione l’operato del partner, non la sua personalità, ne descrive un comportamento,una mancanza, non mette sotto accusa le sue caratteristiche personali);

-infine esprime chiaramente ciò di cui ha bisogno per sentirsi meglio, descrive accuratamente le proprie necessità.

Scongiurato il pericolo di una partenza sbagliata, la palla passa al partner.

L’impegno di chi riceve il messaggio non è meno importante di quella di colui che lo invia:

-È necessario imparare ad ascoltare, e per ascoltare bisogna tacere, e non solo con la bocca!

La nostra mente non tace mai. Mentre ascoltiamo qualcuno,la nostra mente è sempre là che mormora,corregge,giudica,e il nostro ascoltare spesso spesso non è altro che aspettare il nostro turno per ribattere.

Mentre l’altro parla, è necessario fare silenzio dentro di noi. Come puoi ascoltare te stesso e contemporaneamente ascoltare chi ti sta parlando?

La piena attenzione all’altro ci dà la possibilità di capire quello che l’altro dice veramente,senza che il suo pensiero venga deformato dalle nostre interpretazioni,dai nostri pregiudizi. Invece spesso, durante un litigio, si rimane concentrati a pensare alle proprie ragioni piuttosto che alle richieste dell’altro.

L’ascolto,dunque. Capire quello che davvero l’altro dice, anche perché spesso il solo sentirsi capito può portare il partner a sentirsi soddisfatto.

-Un’altra capacità fondamentale per gestire la comunicazione nel momento conflittuale, è l’empatia, ossia la capacità di mettersi nei panni dell’altro, la capacità di comprendere il suo stato d’animo. Questo permette di sintonizzarsi sulle emozioni dell’altro, di dare risposte emotive adeguate, e soprattutto, consente di uscire dall’egocentrismo percettivo che porta a vedere le cose solo dal proprio punto di vista.

A proposito di emozioni, parliamo di quelle che si possono scatenare durante un diverbio, in primo luogo la rabbia.

Quando siamo sotto il peso di un forte stress, nel nostro corpo si verificano notevoli cambiamenti fisiologici :la pressione sanguigna si innalza, la frequenza del respiro si accentua, il flusso sanguigno si allontana dalle aree del cervello deputate alla risoluzione razionale dei problemi riducendone così l’efficacia, e dirige un flusso più abbondante verso le aree motorie del cervello. Dunque si è incapaci di pensare lucidamente e si è pronti per una reazione di attacco o fuga.

Sapere come calmarsi è una capacità fondamentale, senza la quale la disputa non ha speranze di soluzione e può degenerare in uno scontro inutile, spiacevole e pericoloso.

È necessario imparare a riconoscere i sintomi dello stress e della rabbia prima che questi si impossessino del nostro cervello e del nostro corpo.

Ognuno ha i suoi indicatori, può essere lo stomaco che si contrae, la mascella che si serra, una sensazione di calore al volto,l’irrigidimento dei muscoli delle spalle…

Quali sono i tuoi indicatori?

Appena ne avverti la presenza,non ignorarli, interrompi la discussione e di’ al partner che hai bisogno di una pausa. È bene concordare insieme la durata di tale pausa, che non può essere inferiore ai trenta minuti. A volte c’è bisogno anche di un tempo maggiore per il recupero dell’equilibrio fisiologico, necessario per riprendere la discussione in maniera costruttiva.

Ma non fare lo sbaglio di utilizzare la pausa per rimuginare sulla discussione o preparare le cose da dire dopo al partner!

La cosa giusta da fare è distrarsi con qualche attività piacevoli,come leggere,ascoltare musica,fare una passeggiata e soprattutto respirare correttamente.

Lo stress accentua la nostra tendenza alla respirazione toracica. Attiviamo invece la respirazione addominale! Questa ha un forte potere rilassante, in quanto stimola il cervello a rilasciare i neurotrasmettitori della calma, rallenta il battito cardiaco,abbassa la pressione sanguigna, ripristina gli adeguati livelli di ossigeno nel corpo.

Quando saremo tornati in equilibrio, potremo riprendere la discussione.

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